SSD – memorie allo stato solido

OCZ è sempre in fermento per quando riguarda le nuove periferiche di memorizzazione SSD (Solid State Disk) e seguendo questo trend rilascia la serie Colossus in formato 3.5″, progettato per soddisfare le prestazioni e le esigenze di storage e per essere utilizzato in desktop high-end dagli utenti e dai clienti enterprise.
Questi dischi SSD sono pensati anche a chi necessita di ampi spazi di memorizzazione arrivando fino al terabyte, la serie Colossus segna una svolta per la tecnologia drive a stato solido, che permette di avere sia ad alte prestazioni e alta capacità in un’unica soluzione.
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Le prestazioni dei dischi SSD è ben noto che passano non solo dal tipo di celle NAND Flash utilizzate ma anche dalla capacità del controller che spesso fa la differenza. OCZ Technology, a tal proposito, ha deciso che i suoi prossimi dischi SSD utilizzeranno tutti i controller sviluppati da SandForce.
Le due realtà hanno stretto una partnership molto forte all´interno della quale uniranno le proprie forze per creare dischi SSD Multi Level Cell sia di classe consumer che enterprise che siano capaci di offrire maggiori prestazioni ed affidabilità rispetto a quelli attualmente disponibili in commercio.
SandForce ha già realizzato controller per dischi SSD ma soprattutto dispone di un pacchetto di tecnologie racchiuse sotto il nome di DuraClass. Queste includono DuraWrite che ottimizza il numero di cicli di programmazione delle celle flash aumentandone la durata fino anche ad 80 volte rispetto ad un controller standard, ECC e RAISE (Redundant Array of Independent Silicon Elements) quest´ultima in grado di fornire l´affidabilità di un setup RAID anche con singolo disco,Wear Leveling and Monitoring che permette di ottimizzare gli algoritmi di livellamento delle celle flash aumentandone anche qui la durata nel tempo, Advanced Read/Program Disturb Management, che salvaguarda le celle da una riprogrammazione errata e Recycler che esegue un´azione di garbage collection intelligente.
I prossimi SSD OCZ con interfaccia SATA 3Gb/s, SATA 6Gb/s e Ser
Questo video, fatto da Solidata, mostra come sostituire in modo veloce e senza perdita di dati un hard disk di un MacBook con un disco SSD.
Come si vede nel video prima si collega il disco SSD ad un adattatore USB e si crea una copia del disco originale. La procedura è automatica e si effettua tramite Disk Utility, dopo aver effettuato la copia si sostituisce il disco ed avremo un MacBook SSD
Intel ha annunciato la disponibilità del Toolbox Intel Solid-State Drive (SSD), con Intel SSD Optimizer e l’aggiornamento firmware, per le unità a stato solido SATA Intel X25-M Mainstream a 34 nm. I nuovi tool sono stati progettati per consentire una gestione più efficace delle unità Intel SSD e per preservarne le prestazioni originali.
L’aggiornamento firmware e l’Intel SSD Optimizer utilizzano il comando ATA Data Set Management di Windows 7 (noto come Trim) per preservare l’operatività e le prestazioni elevate delle unità Intel SSD. Inoltre, le funzioni evolute del Toolbox SSD e di Optimizer sono compatibili con i sistemi operativi Windows XP e Vista.
L’aggiornamento firmware delle unità X25-M da 160 GByte, offre un aumento delle prestazioni per le velocità in scrittura sequenziale, che raggiungono i 100 MByte al secondo, con un miglioramento del 40% rispetto all’attuale versione del firmware.
L’aggiornamento firmware è disponibile a questo indirizzo, mentre il toolbox Intel Ssd Toolbox e Optimizer sono reperibili sul sito a questo indirizzo .
AGGIORNAMENTO: l’aggiornamento è stato momentaneamente rimosso da Intel in seguito ad inconvenienti riportati da alcuni utenti, i quali sono incorsi nella perdita dei dati contenuti nel SSD dopo l’aggiornamento.
MySpace, il social network americano, ha annunciato il proprio passaggio ai dischi a stato solido sui server in produzione. Gli SSD, forniti da Fusion-io , vanno a sostituire la maggior parte dei server 1U e 2U che contenevano dai 10 ai 12 hard disks a 15000 RPM collegati in Fiber Channel.
MySpace ha dichiarato di poter così consumare neanche l’1% di quel che avveniva con i comuni dischi fissi, e soprattutto di dover dismettere molti dei suoi racks, dato che i nuovi SSD sono embedded nei server forniti. Un cambio di abitudine anche per la gestione dei dati: non vi è più la necessità di salvare tutti i dati in RAM, dato che le memorie NAND utilizzate per i nuovi SSD sono sufficienti a fornire i dati del database MySpace nel tempo necessario.
Fusion-io, la compagnia produttrice dei dischi SSD, parla di un throughput massimo di 1.5GB/s, inoltre in ogni server un sistema di 4 ioDrive Duos può raggiungere, scalando linearmente, i 6 GB/s. I tagli attualmente presenti sul mercato sono 160GB, 320 GB e 640 GB, una versione a 1280GB è invece prevista per il prossimo anno.
Nell’agosto del 2005 venne lanciata la sonda Mars Reconnaissance Orbiter, il suo compitò è di fotografare Marte in modo abbastanza dettagliato.
Per memorizzare questi dati (ogni foto può pesare fino a 16 Gigabit) venne utilizzato il primo disco solido (SSD) chiamato nella scheda tecnica SOLID STATE RECORDER che vanta una capacità di ben 160 GB formata con 700 chip di memoria, ciascuna con 256 megabit di capacità.
Tenendo conto i tempi di progettazione e costruzione della sonda MRO possiamo dire che questo è primo SSD della storia e sia stato prodotto nel 2004, anticipando di 3 anni il primo computer consumer con solid state disk, anticiparono di un anno anche gli SSD usati da echelon e anticipando di qualche mese Samsung (che probabilmente ha fornito i chip alla NASA) che annunciò il primo SSD nel maggio del 2005.
Un ultima curiosità, i chip di Samsug del 2005 avevano una velocità di lettura di 57Mbps e di scrittura di 32Mbps che sono paragonabili a un Hard Disk a 7200 rpm