SSD – memorie allo stato solido
Eccoci al primo concorso di Solid State Disk.
I concorsi proposti prevedono un azione da parte del lettore, queste possono essere semplici ( es. lasciare un commento ) o difficili ( es. identificare una parte hardwere da una foto in dettaglio) a seconda del premio in palio.
Chi può vincere
Tutti possono partecipare e vincere. La partecipazione è gratuita
Premio del Concorso n° 1
Link in Home Page al proprio sito o blog per 30 Giorni
Come partecipare
Vinceranno il link in Home Page i primi 15 a commentare.
I vincitori saranno contattati per email per definire il testo del link.
I link verranno inseriti dopo il aver raggiunto almeno 30 commenti di persone differenti su questo post.
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Associated Press riporta che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha messo al bando, almeno per ilmomento, le flash drive USB e sta raccogliendo tutte quelle in possesso del Pentagono. Il Pentagono, dal canto suo non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma un portavoce ha dichiarato che stanno facendo fronte a un fantomatico “virus globale” che colpisce questo tipo di storage esterno.
Pare che ai dipendenti del Dipartimento della Difesa, sia stato detto che non potranno avere indietro le loro chiavette USB e non è stata resa nota lacuna informazione riguardo alla durata del divieto di utilizzo dei dispositivi.
Scorrendo le pagine dei forum di MacRumors, si apprende una interessante curiosità: alcuni acquirenti del nuovo MacBook Air con hard disk da 120GB si sono visti cancellare l’ordine e sostituirlo con un portatile di pari caratteristiche ma dotato di 128 GB di memoria SSD. Tutto gratis, si intende.
Il problema sembrerebbe dipendere direttamente dalla società produttrice dei dischi rigidi, Toshiba, che al momento non pare in grado di soddisfare le richieste di Cupertino nei tempi accordati. Il risultato di questo grave problema logistico si traduce in una strenna anzitempo per gli utenti dell’Apple Store online, che si vedono recapitare un prodotto che vale 450 Euro in più di quanto pagato.
I dischi a stato solido SSD (Solid State Disk) sono arrivati a dimensioni molto ravvicinate ai tradizionali HDD a piatti poichè Samsung ha avviato la produzione in volumi di dischi da 256GB con performance di fascia alta.
Interfacciato SATA, il disco ha le dimensioni dei classici HDD da 2,5″ per i notebook e possono tranquillamente rimpiazzare i comuni dischi a supporto magnetico.
Il produttore Samsung afferma che il disco è attualmente il più veloce al mondo con performance che, nei trasferimenti sequenziali, sono di 200MB/s in scrittura e di 220 MB/s in lettura eguagliando o addirittura superando i dischi da 15.000RPM.
Il consumo di questo disco SSD è di 1,1w e che, per trasferire 25 film in Alta Definizione in soli 21 minuti anzichè i 70 minuti dei tipidi dischi HDD da 7200rpm
“Yes we can”, devono aver esclamato i ricercatori dell’Università di Nottingham quando si sono resi conto delle possibili implicazioni del loro lavoro. Nell’ottica di un salto di qualità tecnologico di svariate generazioni, i suddetti ricercatori hanno fatto i primi passi per realizzare il “Santo Graal” della memoria RAM in epoca di nanotecnologia e NEMS, una memoria in grado non solo di essere veloce e capiente ma anche di ritenere le informazioni digitali in essa registrate una volta spenta la fonte energetica che alimenta il sistema.
Alla base del tutto naturalmente quei nanotubi di carbonio delle meraviglie, già classificati tra le migliori tecnologie del 2008, pensati come fantascientifico ascensore per lo spazio, colla monomolecolare neanche si trattasse di armi da Space Marine e componente base degli e-paper sotto forma di sottili display visuali. In particolare, alla Nottingham University stanno pensando a nanotubi con una struttura “telescopica” in cui una struttura nano-filiforme scorre all’interno di una più grande, ancorché in entrambe i casi si parla di pochi nanometri di dimensione complessiva.
Date le peculiari caratteristiche dei quanti di energia a queste dimensioni (meno soggetti alle degenerazioni tipiche dei circuiti al silicio ad esempio), una siffatta struttura può essere adoperata e comandata con i segnali elettrici a scorrere verso l’interno o l’esterno, replicando così il doppio stato di un bit e mantenendo tale stato una volta tolta la corrente al “circuito”. Continua a leggere »
Le notizie che trovate nella categoria Voci dalla Rete non hanno nessuna fonte certa e dunque vanno prese come voci/dicerie appunto
Echelon è un sistema introdotto negli anni ’60 che grazie a satelliti spia poteva controllare le comunicazioni. Successivamente questo sistema è stato affinato e dovrebbe controllare tutte i tipi di comunicazione (telefono, internet, fax).
La mole dei dati è enorme e non potendola controllare a mano è stato sviluppato un sistema che intercetta i messaggi sospetti (email, fax, telefonate) ed entra in funzione con determinate parole chiave.
Arriviamo al punto che ci interessa. Fino a qualche tempo tutti i dati intercettati venivano registrati su nastri magnetici, le comunicazioni sospette venivano poi copiate su Hard Disk e poi controllati manualmente da un operatore.
Pare che adesso invece stiano, o abbiano già, ammodernizzato la loro attrezzatura (molta della quale risale agli anni ’60 per le telecomunicazioni tradizionali e ’90 per le comunicazioni tramite internet ).
Tutti i dati passano prima per alcuni super-computer (fino a qualche anno fa usavano i SAM-650) che utilizzano come memoria tampone dei nuovi dischi SSD che sono molto più veloci degli attuali in commercio che utilizzano per classificare il tipo di messaggio dandogli un valore da 1 a 5 a secondo la sua rilevanza (il valore 5 è di rilevanza massima) e a secondo del valore viene spedito alla normale archiviazione su nastro se di valore 1, oppure alla immediata criptazione e copia se di valore uguale o superiore a 4