I dischi a stato solido SSD (Solid State Disk) sono arrivati a dimensioni molto ravvicinate ai tradizionali HDD a piatti poichè Samsung ha avviato la produzione in volumi di dischi da 256GB con performance di fascia alta.

Interfacciato SATA, il disco ha le dimensioni dei classici HDD da 2,5″ per i notebook e possono tranquillamente rimpiazzare i comuni dischi a supporto magnetico.

Il produttore Samsung afferma che il disco è attualmente il più veloce al mondo con performance che, nei trasferimenti sequenziali, sono di 200MB/s in scrittura e di 220 MB/s in lettura eguagliando o addirittura superando i dischi da 15.000RPM.

Il consumo di questo disco SSD è di 1,1w e che, per trasferire 25 film in Alta Definizione in soli 21 minuti anzichè i 70 minuti dei tipidi dischi HDD da 7200rpm

Fonte: prime-news.info

“Yes we can”, devono aver esclamato i ricercatori dell’Università di Nottingham quando si sono resi conto delle possibili implicazioni del loro lavoro. Nell’ottica di un salto di qualità tecnologico di svariate generazioni, i suddetti ricercatori hanno fatto i primi passi per realizzare il “Santo Graal” della memoria RAM in epoca di nanotecnologia e NEMS, una memoria in grado non solo di essere veloce e capiente ma anche di ritenere le informazioni digitali in essa registrate una volta spenta la fonte energetica che alimenta il sistema.

Alla base del tutto naturalmente quei nanotubi di carbonio delle meraviglie, già classificati tra le migliori tecnologie del 2008, pensati come fantascientifico ascensore per lo spazio, colla monomolecolare neanche si trattasse di armi da Space Marine e componente base degli e-paper sotto forma di sottili display visuali. In particolare, alla Nottingham University stanno pensando a nanotubi con una struttura “telescopica” in cui una struttura nano-filiforme scorre all’interno di una più grande, ancorché in entrambe i casi si parla di pochi nanometri di dimensione complessiva.

Date le peculiari caratteristiche dei quanti di energia a queste dimensioni (meno soggetti alle degenerazioni tipiche dei circuiti al silicio ad esempio), una siffatta struttura può essere adoperata e comandata con i segnali elettrici a scorrere verso l’interno o l’esterno, replicando così il doppio stato di un bit e mantenendo tale stato una volta tolta la corrente al “circuito”. Continua a leggere »

Fonte: Punto Informatico

Le notizie che trovate nella categoria Voci dalla Rete non hanno nessuna fonte certa e dunque vanno prese come voci/dicerie appunto

Echelon è un sistema introdotto negli anni ’60 che grazie a satelliti spia poteva controllare le comunicazioni. Successivamente questo sistema è stato affinato e dovrebbe controllare tutte i tipi di comunicazione (telefono, internet, fax). 
La mole dei dati è enorme e non potendola controllare a mano è stato sviluppato un sistema che intercetta i messaggi sospetti (email, fax, telefonate) ed entra in funzione con determinate parole chiave.

Arriviamo al punto che ci interessa. Fino a qualche tempo tutti i dati intercettati venivano registrati su nastri magnetici, le comunicazioni sospette venivano poi copiate su Hard Disk e poi controllati manualmente da un operatore. 
Pare che adesso invece stiano, o abbiano già, ammodernizzato la loro attrezzatura (molta della quale risale agli anni ’60 per le telecomunicazioni tradizionali e ’90 per le comunicazioni tramite internet ).
Tutti i dati passano prima per alcuni super-computer (fino a qualche anno fa usavano i SAM-650) che utilizzano come memoria tampone dei nuovi dischi SSD che sono molto più veloci degli attuali in commercio che utilizzano per classificare il tipo di messaggio dandogli un valore da 1 a 5 a secondo la sua rilevanza (il valore 5 è di rilevanza massima) e a secondo del valore viene spedito alla normale archiviazione su nastro se di valore 1, oppure alla immediata criptazione e copia se di valore uguale o superiore a 4

Fonte:

Samsung infrangerebbe una manciata di brevetti relativi alle memorie flash: Spansion, la joint venture che vede affiancate AMD e Fujitsu, ne rivendica la paternità e chiede miliardi di dollari di danni. E il blocco delle importazioni di tutti i dispositivi che contengano l’oggetto della violazione.

Si tratterebbe di “ben oltre cento milioni di player mp3, telefonini, cam digitali e altri dispositivi elettronici”: Spansion si è rivolta ad una corte distrettuale del Delaware e alla International Trade Commission chiamando in causa Apple, RIM, Sony e Lenovo, fra coloro che implementano le tecnologie di cui Samsung si sarebbe indebitamente appropriata. L’azienda vorrebbe che gli States smettessero di importare prodotti che contengano le memorie flash che violano i suoi brevetti. Samsung, secondo le stime citate nella denuncia, dal 2003 avrebbe guadagnato 7 miliardi di dollari all’anno approfittando delle tecnologie Spansion: per questo motivo l’azienda chiede che la corte federale gli accordi un degno risarcimento.
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Fonte: Gaia Bottà , Punto Informatico

Come fate ad accorgervi che il MacBook Air che avete appena acquistato su eBay ha ha qualcosa di strano? Beh, è molto semplice: vi basta girarlo e scoprire che la plancia sul retro è fatta di  alluminio nero.
Per avere la certezza che il vostro nuovo portatile supersottile non è
la versione che si trova normalmente nei negozi vi basterà verificare
che la data di realizzazione a cui si può risalire dal numero di serie
del Mac sia di circa sei mesi antecedente a quella di
rilascio ufficiale al pubblico del prodotto. E ovviamente che la
scritta MacBook Air sia totalmente assente nell’area sottostante lo
schermo.

Tutto questo è successo ad uno degli utenti dei forum di MacRumors, che per  730$ si è portato a casa nientemeno che il prototipo di un MacBook Air
datato “mid 2007″. Niente male se si considera che fino a gennaio 2008
l’esistenza del MacBook Air era un segreto confinato all’interno delle
mura della fortezza Apple a Cupertino (anche se ci fu un avvistamento simil-ufologico nei pressi del Campus).

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Fonte: The Apple Lounge

UnaBuonaCausa ha dato il via ad una collaborazione con più di 300 organizzazioni umanitarie e di beneficenza e più di 5000 negozi online. Quando fai acquisti in uno di questi negozi per mezzo del loro semplice software di beneficenza, contribuisco automaticamente a fare una donazione a una organizzazione umanitaria o di beneficenza che si preferisce. E fare beneficenza in questa maniera non costa neanche una lira!

Sono i negozi a versare una parte del prezzo della merce alle organizzazioni di beneficenza.

Tutti possono contribuire in questo modo scaricando il software di beneficenza cliccando sull’immagine all’inizio del post

Fonte:

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