Se siete in possesso di un Eee PC 900 e 901 e desiderate espandere la capienza del vostro hard disk SSD, Green House propone due modelli da 16GB e 32GB, rispettivamente al prezzo di 160 euro e 315 euro.

La giapponese Green House si prepara a lanciare entro la fine di dicembre una nuova famiglia di drive SSD destinata ai netbook Asus Eee PC, ed in particolar modo ai modelli Eee PC 900 e 901. Secondo l’azienda, i nuovi dischi SSD da 16GB e 32GB saranno in grado di offrire agli Eee PC maggiori prestazioni, grazie all’impiego di memoria Flash SLC (Single Level Cell), con una velocità di trasferimento dati di 39MB/s in lettura e 25MB/s in scrittura.

Dotati di interfaccia mini-PCI, i Solid State Drive firmati Green House consumano 0.18W in funzione e misurano 69.5 x 32.1 x 3.4 millimetri, con un peso di 11 grammi. Saranno lanciati in Giappone entro la fine di dicembre ad un prezzo equivalente di circa 160 euro per la versione da 16GB e 315 euro per la versione da 32GB. I prezzi non sono così accessibili come ci si potrebbe aspettare e risultano essere costosi più del doppio rispetto alla versione SSD da 32GB per netbook firmata Patriot, che ha un costo di 115 euro.

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In risposta alla richieste di ridurre i costi da parte dei grossi produttori di PC, le tre aziende hanno da poco annunciato che in futuro offriranno dischi a stato solido da 2.5 pollici di circa il 40-50% più economici rispetto a quelli attualmente presenti sul mercato. I nuovi SSD dovrebbero entrare in scena entro la seconda metà del 2009.

I nuovi dispositivi di storage partiranno da 80GB per poi espandersi, con il passare del tempo, fino a 100 e 120GB. Visto che tutti i produttori di computer si stanno letteralmente catapultando nel settore dei netbook, dischi rigidi a stato solido più economici non solo sanciranno ulteriormente il successo degli ultra-portatili ma consentiranno anche di abbassarne i prezzi.

Ovviamente, i nuovi SSD low-cost dei tre colossi non faranno altro che buttare nel panico totale altri produttori di memorie a stato solido come Samsung Electronics, Toshiba e Intel. A meno che non decidano di adeguarsi a questa nuova esigenza del mercato, ovviamente.

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Per uscire da un momento difficile per tutta l’industria dei chip.

Il governo taiwanese non sembra voler firmare un assegno in bianco per salvare i produttori locali di memorie DRAM, ma sta comunque considerando la possibilità di comprare loro azioni (si parla di almeno un 6 per cento) e offrire prestiti agevolati, un’iniziativa che le salverebbe in un momento molto difficile.

Chen Chao-Yih, direttore generale dell’Industrial Development Bureau e membro della speciale task force del governo taiwanese “Salviamo le DRAM”, ha precisato che i prestiti non saranno generalizzati e lo Stato non “rileverà le imprese attraverso fondi governativi”. Ma prima che i produttori possano iniziare a festeggiare e stappare bottiglie di champagne, Chen ha avvisato che sarà difficile convincere “il governo ad immettere capitale fresco nelle aziende DRAM locali”.
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Qual è il sistema operativo che supporta al meglio le unità SSD? Vista? Sbagliato. Linux? No. XP? Neanche per sogno. È Windows 2000.
Questo spiegherebbe perchè nel filmato i test li effettuano su windows 2000

Secondo Patriot Memory, Windows 2000 distanzia dal 5 all’8 percento gli altri sistemi operativi, come Windows XP, Windows Vista, Mac OS X e Linux.
“Windows 2000 è più veloce perché non avvia alcuna applicazione in background. Con XP avete il lusso di poter spegnere le applicazioni in background…con Vista non potete”, ha affermato Saeed Arash Far, Patriot Engineering Manager.
Quali siano questi servizi o come siano stati eseguiti i test, non è dato saperlo, di fatto la spiegazione in questi termini non convince.
Secondo Far, inoltre, “Mac OS X lavora poco più velocemente di Vista con un disco SSD. Linux è sempre più veloce di Vista o Mac OS X, perché come Windows 2000 non avvia alcuna applicazione in background”.
Secondo Micron, invece, che ha condotto test su Vista, OS X e XP sull’avvio, produttività  e spegnimento, Vista e OS X sono entrambi più veloci di XP, a causa delle prestazioni ridotte del vecchio sistema nell’allineare i dati in blocchi da 4KB. Chiaramente i sistemi operativi in commercio non sono pienamente ottimizzati per sfruttare gli SSD, prodotti che stanno prendendo piede solamente di recente. Windows 7 e Snow Leopard porteranno grandi novità in merito, attendiamoci quindi grossi passi in avanti.

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Intel ha da pochi giorni annunciato un accordo con Hitachi per la produzione di dischi a stato solido dedicati al settore enterprise.
La casa di Santa Clara continuerà comunque a proporre le sue soluzioni anche per il settore mainstream.
Per la fascia enterprise, Intel propone il modello X25-E da 32 GB con fattore di forma 2,5 pollici e interfaccia SATA. Questo drive è accreditato di velocità di lettura e scrittura, rispettivamente, pari a 240 MB/sec e 170 MB/sec, ad un prezzo (per lotti di 1000 unità) di 700 dollari.
Nella fascia mainstream troviamo invece tre modelli: due X25-M (2,5 pollici SATA) da 80 e 160 GB, e un X18-M (1,8 pollici SATA) da 80 GB. I dischi X25-M hanno velocità pari a 70 MB/sec e 240 MB/sec, rispettivamente, in scrittura e in lettura.
Nel corso del primo trimestre 2009, Intel presenterà una versione da 64 GB dell’X25-E ad un prezzo di 990 dollari, mentre ci sarà un modello da 160 GB per la fascia mainstream X18-M.
In prossimità del lancio dei nuovi prodotti, quelli attuali subiranno una riduzione di prezzo. L’X25-E da 32 GB costerà 575 dollari, mentre per l’X25-M e l’X18-M da 80 GB il prezzo passerà da 600 a 525 dollari.
Prezzi ovviamente non ancora alla portata dell’utente consumer, ma il tempo e la concorrenza produrranno i loro effetti in un paio di anni.

Anche per Intel il 2010 potrebbe essere l’anno degli SSD.

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