OCZ, società californiana, nel segmento memoria flash ci crede parecchio e, oltre ad investire buona parte delle proprie risorse per lo sviluppo e la ricerca di nuovi moduli di memoria RAM, è anche uno dei produttori più attivi sul mercato SSD. La società è consapevole del fatto che uno degli elementi più discriminanti per la diffusione delle soluzioni a stato solido è rappresentato dal prezzo ancora troppo alto, soprattutto se paragonato ai “fratelli” dischi tradizionali. In questo senso, introdurrà presto sul mercato Apex, un SSD un po’ particolare.

La società, infatti, per riuscire a fornire una soluzione che fosse in grado, non solo di presentare performance di primo piano, ma anche un costo allettante, ha deciso così di affidarsi alla già consolidata e vecchia proposta Core V2, usando un piccolo ma funzionale stratagemma. Utilizzando due di questi dischi, e integrandoli all’interno di un solo prodotto, OCZ ha deciso di configurarli in RAID 0.

Fonte:

Una delle più grandi industrie produttrici di HDD del mondo, Western Digital, ha annunciato profitti al di sotto delle aspettative (circa il 20 per cento in meno per essere precisi) a causa di un calo della domanda per i suoi hard drive.

E così WD si appresta a prende tutte le contromisure necessarie per affrontare il momento di crisi finanziaria. Misure che comprendono, manca a dirlo, una riduzione della produzione, la chiusura di una delle tre fabbriche di HDD in Tailandia e quindi il licenziamento di 2.500 lavoratori (il 5 per cento di tutta la forza lavoro dell’azienda).

Fonte: theinquirer.it

Tra le specifiche 3.0 dello standard USB, di primo rilievo è il sensibile incremento della di trasmissione dei dati che è possibile raggiungere come massimo teorico, passando da 480 Mbit al secondo delle periferiche USB 2.0 attualmente in commercio sino ai nuovi 4,8 Gbit al secondo delle periferiche 3.0.

Questo implica, ad esempio, la possibilità di trasferire dati tra periferiche USB 3.0 sino ad un massimo teorico di 600 Mbytes al secondo, contro gli attuali 60. E’ sempre bene ricordare come questi siano valori massimi teorici: che un bus permetta di trasferire a una velocità così elevata tra periferiche è solo uno degli elementi dell’equazione, in quanto bisogna abbinare a questo periferiche in grado di avere un flusso di dati di questa portata.

Pensando al mondo degli hard disk, ad esempio, un transfer rate massimo reale può arrivare con un singolo disco anche attorno ai 100 Mbytes al secondo, ma non di certo a valori tali da saturare la banda passante di queste nuove specifiche.

Le periferiche USB 3.0 manterranno ovviamente piena compatibilità con i precedenti standard 2.0 e 1.0, così come è avvenuto del resto con l’introduzione delle specifiche USB 2.0 negli anni scorsi. La compatibilità è assicurata dalla presenza di trasmissione sia ottica che su rame: quest’ultima permetterà interoperabilità con i precedenti standard.

Chissà a questo punto quali saranno le sorti della connessione FireWire, relegata ormai un ruolo sempre più di nicchia e che, anche nella sua versione 800, può garantire al massimo 786 Mbps e nelle sue future release si è parlato di 3,2 Gbps. Si è parlato anche di una fantomatica versione da 6,4 Gbps ma ancora nulla è dato sapere sulla sua possibile immissione sul mercato. Dal punto di vista strettamente velocistico la IEEE 1394 sarà quindi in grosse difficoltà a meno di un suo rinnovamento a breve termine, con la USB 3.0 che promette di saturare il mercato, rimpiazzando anche quelle che fino ad oggi potevano essere considerate delle valide alternative.

Fonte:

Nello Store online di Apple c’è una sezione di prodotti ricondizionati, questi prodotti sono in garanzia ufficiale come tutti gli altri e perfettamente funzionanti, ma sono per qualche motivo restituiti a apple dopo pochi giorni dall’acquisto. Questo permette di fare delle ottimi affari, il prezzo i listino viene abbassato dal 10 al 20 %.
Ad esempio c’è un iMac 20 Pollici da 899 € e altri prodotti (che potete vedere dopo) a prezzi ribassati. Affrettatevi, la diponibilità e veramente esigua
Continua a leggere »

Fonte:

Toshiba,  ha annunciato ieri che in occasione del CES di Las Vegas presenterà la propria soluzione SSD da 512GB, il primo disco a stato solido a raggiungere una simile capacità. Dal punto di vista tecnico, il produttore, si è affidato a chip MLC (Multi-level cell) da 43 nm: per riuscire a garantire un simile quantitativo di capacità, la scelta di adottare soluzioni MLC, in molti casi ancora meno performanti rispetto alle SLC (Single-level cell) è stata obbligata.

La nuova famiglia sarà caratterizzata da un design da 2,5″, ma sarà declinata anche per le soluzioni ultra portatili da 1,8″, e distribuita con tagli da 64, 128 e 256GB. I primi sample sono attesi per i primi mesi del 2009, mentre la produzione su larga scala inizierà solo nel corso del secondo trimestre. I nuovi modelli saranno caratterizzati da velocità di lettura e scrittura rispettivamente di 240MBps e 200MBps.

Secondo le previsioni di Toshiba, le unità SSD nel corso del 2009, andranno ad erodere importanti punti di market share nei confronti dei tradizionali dischi, raggiungendo circa il 10% sul segmento notebook nel 2010 e arrivare fino al 25% entro il 2012.

Fonte:

Secondo l’azienda le memorie flash sostituiranno Cd e Dvd, ma gli acquirenti non sembrano voler riservare loro una calda accoglienza.
Non c’è solo Samsung a voler sostituire i Cd con le memorie flash o, addirittura, distribuendo gli album con un lettore Mp3 incluso: anche Sony crede in questa strategia.
Nonostante questo sistema di distribuire i contenuti in America non stia riscuotendo un grande successo (gli utenti preferiscono servizi online come iTunes), Sony è convinta che sia questa la strada giusta, sia per la musica che per i film.
Per questi ultimi, almeno per ora, la cosa può avere un senso: scaricare un intero film in qualità accettabile richiede tempi estremamente lunghi, che una memoria flash accorcerebbe agevolmente. L’unica concorrenza, in questo caso, sarebbe la visione in streaming.
Per la musica, però, il discorso è differente. Scaricare un brano o un album è per molti un’operazione quasi istantanea grazie alle ridotte dimensioni e, rispetto a un drive venduto a 20 dollari, rappresenta generalmente un risparmio.
Sony ha messo in vendita negli Stati Uniti l’album Thriller di Michael Jackson per 19,99 dollari e i film Il codice da Vinci e Men in Black per 29,99 dollari ciascuno. È convinta di operare nella direzione migliore, e solo gli acquirenti potranno dire se abbia ragione.

In questi giorni è stata annunciata anche l’uscita del gioco The Sim 3 su chiavetta usb

Fonte: zeusnews

Sponsor


Registrazione Domini

Registrazione Domini
powered by Ormag.net

Siti Amici