SSD – memorie allo stato solido
Il famoso produttore di moduli di memoria dovrebbe sbarcare sul mercato dei dischi a stato solido già a gennaio 2009.

Kingston ha rivelato alla stampa di essere interessato ad entrare a far parte del sempre più interessante mercato degli SSD. Per farlo l’azienda si avvarrà di una stretta collaborazione con Intel.
Pare che inizialmente gli sforzi di Kingston si concentreranno prevalentemente sulla creazione di drive a stato solido per il segmento OEM, con un obiettivo produttivo di circa 10,000 unità al mese per poi espandersi a macchia d’olio – sempre se il mercato darà ragione all’azienda – nei prossimi anni
Una questione di memoria. Da conservare e cancellare, la stessa che tormentava Funes el memorioso, il personaggio di Jorge Luis Borges costretto all’eterno ricordo. Memoria digitale per raccogliere i frammenti quotidiani dalle foto ai video, fino alle note – che un tempo erano fissati su supporto meccanico, chimico o magnetico: lo strombazzare dei grammofoni e il timbro caldo del vinile, le preistoriche lastre di rame di monsieur Daguerre e la pellicola 35mm delle prime reflex. Ma anche l’esordio dei Super 8 fino alle cassette audio, utilizzate non solo per registrare canzoni ma anche per i primi videogiochi, che sul Commodore 64 e lo Spectrum si “caricavano” col mangianastri. Il resto è un labirinto di formati, soprattutto per il video, con la vittoria del Blu-Ray sull’Hd Dvd che ricorda la querelle tra Vhs e Betamax, vinta dal primo.
Se fino a qualche anno fa, hard disk da 100GB erano il massimo che il mercato poteva offrire, difficilmente potevamo immaginare che presto saremmo arrivati a pendrive da ben 64GB.
L’ultima nata di casa Emtec, infatti, è una pen-drive della serie EM-Desk, dalla capacità appena citata, un vero e proprio Hard-disk esterno dalle ridottissime dimensioni (55 x 20 x 8mm).
Compatibile Windows, Mac e Linux, dispone di un’interfaccia USB 2.0 compatibile anche con la più antica USB 1.1 ma, a mio avviso, di dubbia utilità in quanto per il trasferimento di file dalle dimensioni più generose si rivela eccessivamente lenta: a cosa servono 64GB se per trasferirli potremmo impiegare anche un’ora?
È ciò che personalmente mi chiedo: se possiamo, anche in modalità USB 2.0, al massimo trasferire 4 giga in circa 5 minuti, a cosa può servire tutto questo spazio su di un unico dispositivo, alla fine inutilizzabile in una sola volta?
Infatti, secondo il mio parere, questa penna è si l’ideale per l’archiviazione di tanti (probabilmente tantissimi) documenti di piccola dimensione, ma non lo è altrettanto per il trasferimento di file di grandi dimensioni, come ad esempio foto o filmati. In tal caso, la soluzione ideale rimane un hard-disk firewire o, meglio ancora, e-sata.
Buffalo Technology ha deciso di proporre sul mercato una nuova pen drive. Si tratta di un prodotto particolare perché abbina una normale unità di memorizzazione con interfaccia USB 1.1/2.0 con uno slot per schede microSD.
Infatti, grazie a questo modello, sarà possibile leggere il contenuto di schede in formato microSD collegando la pendrive direttamente ad un ingresso USB di un personal computer qualora quest’ultimo non disponga direttamente di un lettore di schede integrato oppure non si abbia con se l’adattatore per schede microSD.
La nuova pen drive Buffalo 2-in-1 misura 15 x 22 x 8 mm ed è rivestita con una speciale plastica resistente all’acqua.
Inizialmente disponibile soltanto nella terra del Sol Levante, sarà acquistabile a partire dal mese di dicembre 2008 con le seguenti caratteristiche:
A causa della diminuzione dell´offerta delle memorie microSD dovuta ad una riduzione della produzione da parte di Samsung Electronics, i prezzi potrebbero aumentare del 50% anche in un sol giorno.
Questo è quanto rivelano alcune fonti di mercato che affermano che già con la riduzione della produzione delle memorie NAND flash da parte di Toshiba ed Hynix avvenuta nel quarto trimestre si sono registrati degli aumenti di prezzo. Samsung sta usando la situazione del mercato per continuare a spingere nella direzione di un ulteriore aumento.
Maggiori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.
RunCore, ha presentato oggi due nuove gamme di drive SSD ben distinte. La prima linea comprende quattro piccoli modelli, per dimensioni, capacità e prezzi, la seconda è data da un solo modello con maggiori prestazioni.
La nuova famiglia di drive SSD firmati RunCore è tra i prodotti più competitivi e interessanti appartenenti a questa categoria. Sono disponibili modelli con capacità di 16GB, 32GB, 64GB e 128GB ad un costo al dettaglio rispettivamente di 69, 119, 199 e 389 dollari negli Stati Uniti. Il rapporto prezzo/prestazioni è molto alto, con una velocità in lettura e scrittura pari a circa 75MB/s e 40MB/s. Nel formato da 1.8 pollici e con interfaccia PATA (IDE), queste versioni hanno uno spessore di 5 millimetri o 8 millimetri (nel modello più capiente da 128GB).
La particolarità di questi dischi SSD è data dalla presenza di un connettore USB che permette di collegarli molto semplicemente ad un notebook, utilizzandoli come unità esterne. L’altra famiglia si compone di un solo modello ad alte prestazioni, nel formato da 2.5 pollici, capacità di 256GB e interfaccia SATA. Provvisto anch’esso di un connettore USB, il drive SSD raggiunge una velocità di 230MB/s in lettura e 150MB/s in scrittura. Esso sarà commercializzato negli Stati Uniti al prezzo di 699 dollari.