SSD – memorie allo stato solido
Alcuni giorni fa Intel e Micron hanno annunciato di aver sviluppato una nuova tecnologia per rendere maggiormente dense le memorie NAND flash. In pratica, utilizzando il processo produttivo a 34 nanometri (nm) le due aziende sono riuscite a costruire celle di memoria capaci di immagazzinare ognuna 3-bit. Rispetto ad una memoria con celle a singolo bit, in questo modo si ottiene una capacità di storage circa tripla con la stessa occupazione di spazio: un chip da 32 gigabit (4GB) potrebbe così misurare appena 0,2 pollici quadrati (5,08 millimetri quadrati).
Seppure le celle a 3-bit non sono comunque nuove, tanto che SanDisk le utilizza già per alcune sue memorie flash, la combinazione con la tecnologia a 34nm permette di produrrre chip piccoli e relativamente poco costosi.
La produzione di queste nuove memorie sarà affidata a Micron che prevede di avviare una distribuzione di massa per il prossimo autunno. Esse potranno essere utilizzate sia all´interno di dischi allo stato solido sia all´interno di USB Drive o come chip di memoria per cellulari, media player portatili e macchine fotografiche.
OCZ Technology ha rilasciato una nuova linea di drive SSD da 2.5 pollici con interfaccia SATA II: “OCZ Solid 2″. I nuovi drive sono disponibili nei formati da 64GB e 128GB, e sono in grado di provvedere performance di alto livello ad un prezzo contenuto.
Il produttore californiano OCZ Technology ha sfornato una nuova serie di drive SSD multi-level cell,“OCZ Solid 2″, composta da due modelli con capienza di 64GB (OCZSSD2-2SLD60G) e 128GB (OCZSSD2-2SLD120G).

Apricorn ha recentemente presentato al mondo questo Aegis Padlock Secure Hard Drive, un HDD esterno che sulla sua superficie presenta un tastierino in cui inserire il PIN per accedere ai dati presenti su di esso, rendendoli pressocchè inaccessibili a chiunque non conosca l’apposita combinazione.
Oltre alla protezione “fisica” è disponibile anche la crittazione dei file a scelta AES-128 o 256, Aegis Padlock Secure Hard Drive è disponibile nei tagli da 250, 320 e 500 GB ad un prezzo rispettivamente di $100, $110 e $140 (69, 76 e 97 euro circa) per i modelli che dispongono di AES-128 e di $120, $130 e $160 (83, 90 e 111 euro ) per quelli dotati di AES-256.
Toshiba ha affermato di aver dato il via alle consegne dei suoi primi dischi allo stato solido (SSD) con memorie flash realizzate attraverso il processo produttivo a 43 nanometri. Queste prime soluzioni saranno fornite ai soli assemblatori di computer che otterranno così maggiori capienze e prestazioni superiori.
L´offerta attuale di Toshiba consiste di modelli da 2,5 pollici con capacità di 64GB, 128GB, 256GB, 512GB e velocità di lettura fino a 230MB/s e scrittura fino a 180MB/s e di modelli da 1,8 pollici pensati per sistemi ultraportatili con capacità di 64GB, 128GB e 256GB.
Tutti i nuovi SSD possono essere collegati su porte SATA o SATA II.
I dischi rigidi allo stato solido sono sempre più presenti all’interno dei nostri Macintosh, portatili o fissi che siano e Mac OS X li supporta pienamente senza problemi.
Da un punto di vista tecnico, gli SSD, non sono dotati di dischi rotanti in metallo ma assomigliano molto di più alle classiche memorie RAM. La differenza principale è che non perdono i dati immagazzinati qualora vengano privati della necessaria alimentazione per funzionare. Per loro natura sono pertanto più leggeri, meno esosi di energia e soprattutto non contengono parti in movimento che possono creare vibrazioni che si estendono al resto della macchina.
Ma tra i tanti benefici vi sono anche dei limiti: uno di questi è la capacità di potervi salvare dei dati in quantità limitata nel tempo. Stiamo parlando, nei modelli più recenti, di qualche milione di salvataggi di dati nelle stesse celle. Quantità sicuramente elevate ma che possono risultare limitanti per chi fa largo uso del proprio computer. A tale proposito vi suggerisco qualche stratagemma per prolungarne la longevità.
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La distribuzione dei dischi a stato solido (SSD) basati su celle di memoria flash sviluppate a 34 nanometri da parte di Intel non è cominciata col piede giusto. Secondo alcuni rivenditori americani ai quali i dispositivi sono arrivati per primi, i nuovi modelli presenterebbero dei problemi di funzionamento molto seri che potrebbero essere causa di perdita e corruzione dei dati salvati sull´unità.
Si dovrebbe di un problema del firmware e Intel sta lavorando sodo per risolverlo, entro poche settimane. Fino ad allora, chi ha acquistato un modello dei nuovi SSD Intel è pregato di non impostare password, mentre chi ha intenzione di acquistarne uno potrebbe dover aspettare, in quanto le consegne sono state sospese fino all’arrivo del correttivo.