SSD – memorie allo stato solido
IBM è certa di poter migliorare in modo drastico le già soddisfacenti prestazioni dei dischi SSD (Solid State Disc) con memoria Flash grazie al lavoro in tandem di hardware e di un nuovo software in grado di migliorare le prestazioni in lettura e scrittura di questo genere di dispositivi.
Rispetto a un disco ferromagnetico un SSD è in grado di oseguire 20.000 trasferimenti al secondo, contro i 200 tradizionali, e l’utilizzo di un sistema di gestione di questo scambio dati più efficiente potrebbe migliorare ulteriormente questo risultato. La tecnologia Data Facility Storage Management Subsystem consente di valutare e ottimizzare questi trasferimenti ed è attualmente sperimentato sui serverzSeries e DS8000.
Il sistema ha due modalità di funzionamento: in configurazioni ibride, in cui gli amministratori utilizzano sia hard disk tradizionali sia SSD, ilDFSMS si occupa di spostare i dati più utilizzati sui dischi Flash per migliorare le prestazioni in lettura e scrittura; in configurazioni esclusive con dischi SSD si occupa invece di ottimizzare le velocità di trasferimento.
Raggiungere le velocità dichiarate superiori 8 volte rispetto a una soluzione SSD tradizionale è un esperimento raggiunto da IBM nell’uso di diversi server database, consentendo il raggiungimento dei dati in modo più rapido.
La tecnologia di IBM dimostra comunque che per l’ottimizzazione delle prestazioni dei dischi SSD c’è ancora molto lavoro da fare.
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