SSD – memorie allo stato solido
Toshiba e Samsung, che sono attualmente i due maggiori produttori di SSD (Solid-State Drive data storage), sanno bene che sono sempre di più gli utenti che vorrebbero queste memorie sui loro netbook al posto dei dischi fissi tradizionali, ma i costi di produzione sono troppo alti e in questo momento di crisi non riuscirebbero a incrementare la produzione abbassando i costi, se non spostando i centri di produzione in Paesi con la manodopera meno dispendiosa.
Per questo motivo Toshiba ha comunicato ieri che intende trasferire in toto la produzione dei suoi SSD nelle Filippine, dove sarà possibile incrementare la produzione e tagliare i costi. L’interesse per le memorie SSD è salito vertiginosamente lo scorso anno in seguito al successo del neonato comparto netbook e alla proprietà principale di questi dispostivi, che consentono un ingente risparmio di corrente e una minore incidenza dei danni causati da vibrazioni e cadute grazie alla mancanza di parti meccaniche in movimento.
Toshiba ha quindi pianificato un incremento della produzione rispetto ai due anni precedenti, così da accaparrarsi il 30 percento del mercato mondiale delle SSD entro il 2011.
Una recente ricerca diffusa da iSuppli ha previsto un incremento globale delle vendite di SSD che porterebbe dagli 84 milioni di dollari dello scorso anno a 12,3 miliardi di dollari nel 2012: una prospettiva di guadagno particolarmente interessante considerata l’attuale crisi economica che sta pesando fortemente sulle aziende giapponesi.Il trasferimento della produzione di SDD nelle Filippine avverrà fra aprile e giugno 2009, e inizialmente interesserà solo la produzione di SSD con capacità comprese fra 64 e 512 Gigabyte per notebook e altri dispositivi, sfruttando la tecnologia a 43 nanometri.
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