Intel ha annunciato che chiuderà cinque impianti manifatturieri, una decisione che provoca la perdita di 5-6mila posti di lavoro.
Gli impianti da chiudere comprendono tre linee produttive all’estero e due fabbriche di wafer di silicio negli USA. Le strutture all’estero sono due impianti di assemblaggio e test a Penang, in Malesia e un altro a Cavite, nelle Filippine. Le fabbriche americane sono la Fab 20, un impianto per la produzione di wafer a 200mm ad Hillsboro, in Oregon e l’impianto D2 attiguo al quartier generale della Intel a Santa Clara, in California.
Una nota della società dice che non tutti i lavoratori di questi impianti produttivi – sono dalle 5 alle 6mila persone coinvolte – saranno licenziati da Intel, dato che alcuni potranno essere trasferiti ad altre sedi. Intel ha circa 84mila dipendenti in tutto il mondo. I posti di lavoro tagliati potrebbero ammontare a circa il 6-7 per cento di tutta la sua forza-lavoro.
La decisione di Intel arriva due settimane dopo le dichiarazioni che assicuravano che la società fosse ben posizionata per affrontare la crisi e che non avrebbe licenziato nessuno e un giorno dopo l’annuncio fatto dal CEO, Paul Otellini, ai dipendenti che per la prima volto dopo 21 anni l’azienda avesse fatto registrare una trimestrale negativa.