Seagate ha presenatato una gamma completa di unità SSD destinati alle aziende e agli impieghi professionali. Tra le unità allo stato solido segnaliamo i nuovi Pulsar.2 basati sulla tecnologia multicella e disponibili in capacità da 100GB fino a ben 800GB. Offrono collegamento da 6gigabit al secondo via SAS e SATA ed elevati livelli di affidabilità e di prestazioni. Il costruttore dichiara la possibilità di riscrivere completamente l’intero contenuto dell’unità 10 volte al giorno, pari a 15.000TB nel corso dell’intera vita utile dell’unità.

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Fonte: macitynet

OCZ ha acquisito Indilinx, noto produttore di controller e firmware per Solid State Drive (SSD). L’esborso economico è di circa 32 milioni di dollari. La transazione è già stata approvata dai consigli di amministrazione di entrambe le aziende e dovrebbe chiudersi entro 30 giorni.
Secondo OCZ l’operazione porterà a una crescita dell’utile per azione entro la fine dell’anno fiscale, ma l’aspetto ancora più importante è che l’acquisto porta in dote 20 brevetti e le permette di entrare nel mercato dei controller per smartphone, tablet PC, unità GPS e netbook. Indilinx è un’azienda con 45 impiegati. L’acquisizione non porterà tagli del personale e non sarà fatto alcun cambiamento alla struttura aziendale.
Nonostante l’acquisizione, OCZ ha fatto sapere che continuerà a usare controller di altri partner, come SandForce. L’obiettivo sembrerebbe però quello di arrivare a realizzare tutto in casa, ottimizzando i processi per raggiungere un utile operativo più alto possibile.
La decisione di OCZ non era nell’aria, ma non stupisce più di tanto. L’azienda ha abbandonato il mercato delle memorie DRAMper concentrarsi sui più remunerativi SSD. Per vincere la scommessa, OCZ ha deciso di dare il via a una strategia di espansione, aprendo nuovi impianti e inglobando un’azienda che realizza controller.
È notizia di pochi giorni fa che le vendite di SSD OCZ sono cresciute del 380 percento in anno, tanto che l’azienda stima di chiudere il quarto trimestre fiscale 2011 con un fatturato doppio rispetto all’anno precedente.

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Adata Technology ha annunciato la partecipazione all’edizione 2011 del CeBIT di Hannover che si terrà tra pochi giorni e che rappresenta uno degli eventi riguardanti l’elettronica più importanti al Mondo (al pari di MWC, CES, Computex).

Tra le novità che Adata porterà ci saranno soluzioni con tecnologia USB 3.0, tra cui il nuovo S102, un flash drive ad alte prestazioni e con un design elegante. Ci sarà anche il modello CH11, ossia un hard disk esterno di nuova generazione, con cui Adata vuol mostrare una nuova concezione di storage esterno su più dispositivi.

Ovviamente ci sarà spazio per le soluzione Solid State Drive (SSD), ed in particolare ci sarà il nuovo S511 con interfaccia SATAIII da 6 Gb/s, compatibile con la nuova piattaforma Sandy Bridge e in grado di raggiungere velocità sequenziali di lettura e scrittura di 520 MB/s.

Ma non è finita, ci saranno anche delle proposte della nuova serie HM, ossia la parte del catalogo di Adata che è dedicata agli alimentatori. I dati di targa riportano un Power Factor (PF) di 0,9 e un’’efficienza energetica fino all’’82%.

Fonte: ampletech.net

Seagate ha svelato, attraverso una pagina web “teaser”, un prossimo prodotto di storage che dovrebbe garantire un miglioramento delle prestazioni fino al 150% per tutte quelle operazioni che riguardano il gaming. Il produttore afferma di aver capito dai suoi utenti come decrementare il disk time, il boot time ed il load time. Seagate aggiunge dunque di essere in grado, in partnership con ASUS, di portare i sistemi gaming verso un altro livello.

Anche se dal punto di vista tecnico non si hanno ulteriori dettagli, il sistema di storage potrebbe essere una soluzione ibrida SSD + HDD che combina tempi di avvio veloci e capacità  elevata il tutto ad un costo accettabile. Tutti i dettagli saranno svelati il 26 Maggio prossimo.

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Sandisk annuncia gli attesi Solid State Drive della famiglia G3, come riportato da HotHardware. L’azienda aveva infatti annunciato qualche mese fa l’imminente lancio di questi prodotti, probabilmente affetti sulle pirme di qualche problema di gioventù. A differenza di quasi tutti i produttori di Solid State Drive infatti, Sandisk ha optato per realizzare in casa sia il firmware che il controller, elementi fondamentali per dispositivi di questo tipo.

Le prestazioni non sono ai massimi livelli, come inizialmente promesso, ma si assestano su un ottimo220MB al secondo in scrittura e 120MB al secondo in scrittura, valore quest’ultimo che non dovrebbe essere affetto a cali nel tempo. I nuovi dischi G3 sono infatti dotati di una tecnologia,ExtremeFFS, volta contemporaneamente ad aumentare le prestazioni in scrittura casuale e a mantenerle nel tempo. Previsto anche il supporto al comando TRIM.

Dotati di form factor da 2,5 pollici, i nuovi dischi Sandisk saranno disponibili nei tagli da 60GB e 120GB, rispettivamente al prezzo di 229,99 e 399,99 Dollari USA. Da segnalare inoltre che la garanzia, per la famiglia G3, è estesa a ben 10 anni, dato che conferma la fiducia riposta da Sandisk nei nuovi arrivati.

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l passaggio da hard disk con blocchi da 512 Byte a soluzioni con settori da 4KB andrà ad inficiare le prestazioni del vecchio sistema operativo di Microsoft

Solo il mese scorso, il 65,5% dei PC a livello mondale utilizzavano Windows XP come sistema operativo principale, il 16,5% Windows Vista e solo il 9% Windows 7. Guardando in prospettiva futura, i recenti accordi che Microsoft ha preso con molte aziende a livello mondiale per l’implementazione di Windows 7, faranno diminuire ulteriormente la percentuale di sistemi con Windows XP.

A contribuire alla discesa del vecchio sistema operativo di casa Microsoft troviamo però anche un altro elemento: Windows Vista, Windows 7 insieme a OS X Tiger, Leopard e Snow Leopard oltre a molteplici versioni linux-based sono in grado di supportare senza problemi hard disksviluppati con settori da 4KB.Windows XP invece no.

Il passaggio da hard disk con blocchi da 512 Byte a soluzioni con settori da 4KB andrà ad inficiare le prestazioni del vecchio sistema operativo di Microsoft

Il 2011 potrebbe rappresentare l’anno che determinerà il definitivo crollo di Windows XP; proprio per l’anno prossimo, infatti, tutti i produttori di hard disk hanno deciso, insieme ad IDEMA (Internation disk drive equipment and material association) di convertire l’intera produzione di unità, passando da soluzioni con settori da 512 byte a quelle con settori da 4KB. La possibilità di impiegare tutti i nuovi hard disk con Windows XP rimarrà comunque presente: le specifiche per le nuove soluzioni produttive prevedono un allineamento con la vecchia disposizione dei settori da 512 byte.

Tutto questo porterà però un lato negativo, che andrà ad impattare sulle prestazioni: Windows XP, si troverà infatti a trattare i nuovi hard disk come soluzioni più vecchie e saranno necessarie due operazioni di chiamata, vista la presenza di un emulation layer per consentire il corretto funzionamento. Secondo i primi dati, il calo prestazionale dovrebbe essere quantificabile in un 10%.

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